
A livello pratico, non si può fare affidamento su supposizioni. Nella stampa di dispositivi medici, una polimerizzazione incompleta fa sì che l’inchiostro non si attacchi correttamente al superficie su cui viene stampato; inoltre, il ri-lavoro del prodotto ritarda i tempi di produzione. Le nostre lampade a cura UV certificate CE garantiscono risultati ripetibili, permettendo così di mantenere il processo sotto controllo.
Dal punto di vista tecnico, ciò che è importante è la stabilità del processo di polimerizzazione. Noi creiamo un sistema di emissione di vapore di mercurio stabile, con un preciso controllo spettrale, in modo da emettere soltanto quella quantità di raggi UV che i fotoiniziatori riescono effettivamente ad utilizzare. L’intensità dei raggi UV rimane costante nell’intera banda di radiazione, permettendo così una polimerizzazione istantanea, senza necessità di riscaldamento.
I riflettori utilizzano uno strato dichroico per dirigere l’energia verso il bersaglio desiderato, mantenendo così l’efficienza della lampada. Questo permette una penetrazione profonda nei pigmenti e nei strati spessi, con una polimerizzazione completa in una sola passata. L’intensità della luce emessa viene misurata e registrata, senza dover fare supposizioni.
Il motivo per cui questo sistema funziona è semplice: gli standard richiesti per i dispositivi medici richiedono una polimerizzazione uniforme e precisa. In ambienti sterili, queste lampade permettono una polimerizzazione rapida e completa, riducendo i tempi di produzione.
L’energia viene indirizzata esattamente dove è necessaria, così da ridurre il consumo energetico senza compromettere la qualità della polimerizzazione. La durata delle lampade viene gestita grazie a un design privo di ozono e a un controllo stabile dell’arco elettrico; in questo modo, l’intensità della luce emessa rimane prevedibile anche dopo migliaia di ore di utilizzo. Ciò significa meno sostituzioni delle lampade, meno tempi di fermo e una qualità di stampa costante nel tempo.
Ecco cosa è importante tenere a mente: bisogna abbinare l’intensità spettrale emessa dalla lampada a quella necessaria per il fotoiniziatore presente nell’inchiostro; altrimenti, la polimerizzazione non avverrà correttamente, anche se l’intensità della luce sembra elevata. Queste lampade richiedono inoltre una corretta circolazione d’aria e una fonte di alimentazione stabile; altrimenti, le variazioni termiche possono influenzare negativamente l’intensità della luce emessa e ridurre la durata delle lampade.
È inoltre fondamentale integrare un sistema di monitoraggio dell’energia per verificare l’intensità della luce emessa sul substrato. È necessario inoltre verificare la compatibilità dimensionale delle lampade con il modulo di polimerizzazione utilizzato; solo così si potrà ottenere un’irradiazione uniforme su tutta la superficie da stampare. Infine, è importante programmare le manutenzioni in base al numero di ore di utilizzo delle lampade, piuttosto che in base alla data.